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TRAGEDIA COSTA CONCORDIA - UNA NOTTE RACCONTATA DA UN MEMBRO DELL'EQUIPAGGIO

article-2086527-0F73C2DC00000578-457_636x391.jpgTRAGEDIA COSTA CONCORDIA - UNA NOTTE RACCONTATA DA UN MEMBRO DELL'EQUIPAGGIO
.pubblicata da Silvio Marino il giorno mercoledì 18 gennaio 2012 alle ore 13.34.13 Gennaio 2012 - Centro Benessere Samsara, deck 11-12

Silvio Marino, 32 anni - Massage Therapist a bordo dal Gennaio 2010 in attesa di trasferimento su altra nave



Il racconto sotto riportato è la testimonianza, personale, di quello che è accaduto. Dal mio punto di vista una notte che nessuno mai dimenticherà e che rimarrà per sempre nelle menti e nei cuori di chi l'ha realmente vissuta.

Non sono uno scrittore, non aspiro ad esserlo, forse questo è solo uno sfogo necessario dopo un trauma durato una notte intera, o forse che durerà per sempre.





Questa non vuole essere un'accusa ai PASSEGGERI, vittime primarie del disastro, ma solo una testimonianza a favore dei membri dell'equipaggio.



Civitavecchia è un porto di imbarco, dove circa 600 persone per la prima volta stanno per iniziare una nuova vacanza a bordo della mega città galleggiante. Noi alla Spa,al ponte 11 e 12 lavoriamo tutta la sera per cercare di mostrare il nostro meraviglioso centro benessere alla maggiorparte degli ospiti. Si chiamano "Spa Tour" e ognuno di Noi mette animo e corpo per cercare di prenotare trattamenti e rendere la crociera il più rilassante possibile.



ore 20 si cena, come al solito in attesa del meeting di fine crociera previsto per le ore 21, ma questa sera verrà effettuato con il RESPONSABILE DELLA SICUREZZA. Si scherza, sul fatto che sia Venerdi 13 e che quella mattina in palestra, qualcuno ha deciso di suonare la versione strumentale di MY HEART WILL GO ON, famosa colonna sonora del film di cui noi tutti sappiamo il titolo. Assurdo, sussurro alla mia collega Indonesiana addetta alle pulizie.





Ore 21, arrivano i responsabili che cominciano il loro TRAINING sulla sicurezza. Ci ribadiscono quanto sia importante la sicurezza a bordo e che nessuno di noi ha mai visto la gente morire o membri dell'equipaggio piangere dal panico. Per questo, la decisione sarebbe stata quella di farci ripetere tutti i drill di emergenza, ovvero quelle esercitazioni obbligatorie per riepilogare COSA FARE IN CASO DI REALE ALLARME, perchè non si è mai realmente pronti sino in fondo.

Dopo una serie di rimproveri e domande su estintori, vie di fuga etc etc, il training finisce e il nostro manager prepara le carte per il meeting di fine crociera, quello del bilancio della settimana. Si scherza ancora e si aspetta.



Ore 21 45 circa: Il centro benessere è dotato di una bellissima vasca talasso terapeutica, che è stato il simbolo dell'inizio della tragedia. Abbiamo visto l'acqua fuoriuscire dalla vasca e accumularsi su una vetrata per poi fuoriuscire e "inondare" parte della palestra. La nave si inclina per la prima volta. Qualcosa non va.

Al ponte 11 non abbiamo sentito alcun botto. Solo l'inclinazione. Ci siamo guardati in faccia. La paura comincia a spargersi ma la nave si rimette in sesto quasi subito e tutti si calmano.

Abbiamo un problema, è evidente, ma siamo vicini alla costa. Tutto si sistema.



Le luci si spengono e il panico comincia a tornare nuovamente. Dall'altoparlante parla un ufficiale A NOME DEL COMANDANTE comunicando che si tratta di un guasto elettrico, che non c'era nulla da preoccuparsi, che tutto si sarebbe sistemato a breve. Il messaggio verrà ripetuto almeno un paio di volte in più.



Non ricordo orari,non ho voglia di ricordarli. Per quello ci sarà la scatola nera. Io ricordo tutt'altro.



Mi consulto con il mio manager il quale ci "obbliga" a stare tutti insieme al ponte 11, di non andare al ponte 0 dove ci sono le nostre cabine, e di aspettare ulteriori comunicazioni.



La luce torna e va via nuovamente. Altro comunicato. Stessa medesima comunicazione. Non sapendo dove ci trovavamo ho usato il mio Iphone per localizzare la posizione e l'Isola del Giglio appare sullo schermo.



Tranquilli ragazzi, dico io. Siamo attaccati alla costa. Se abbiamo avuto un problema, ci staremo avvicinando al porto per assistenza e staremo qui per chissà quanti giorni! Si chiama dry dock. La manna dal cielo per l'equipaggio. Ovvero un pò di riposo. Si cerca di scherzare per sdrammatizzare e si sale al ponte 12 per dare un'occhiata al ponte esterno. Tutto sembra regolare. La nave sembra muoversi lentamente.



Dopo 1 ora e 20 minuti circa cominciano i segnali in codice. Il primo di "falla" e il secondo segnale (7 brevi squilli seguiti da uno lungo) di EMERGENZA. A questo punto tutti abbiamo la certezza che sta per accadere qualcosa di brutto.





TRA LA PRIMA INCLINAZIONE E IL SEGNALE DI EMERGENZA E' PASSATA PIU DI 1 ORA.





Ci dirigiamo velocemente (senza correre.Non si corre mai in nave), verso le nostre cabine per prelevare il giubbotto salvagente con il quale ci saremo recati alle nostre Muster Station, come da prassi, per allineare i passeggieri e prepararli per un eventuale abbandono nave.





I passaggeri erano già AMMASSATI ovunque.





Se fai passare 1 ora e più, i passeggeri, esseri umani come l'equipaggio, non si berranno mai la storia del GUASTO ELETTRICO, TRANQUILLI STATI SEDUTI.





Non c'è tempo per andare in cabina. Si va alle Muster Station. Ve ne sono 2 per i passeggeri, A e B. Ognuno ha un giubbotto in cabina con scritto in quale Muster Station deve dirigersi.





Problema: il drill di emergenza, ovvero quella esercitazione dove si spiega e si mostra a TUTTI come e dove dirigersi viene fatta a SAVONA,ovvero il giorno dopo CIVITAVECCHIA. Circa 600 o più esseri umani non aveva nemmeno idea di come indossare un giubbotto salvagente. Ma nulla di cui preoccuparsi, perchè vi erano OVUNQUE membri dell'equipaggio che segnavano con la mano il ponte 4, e mostravano e sistemavano i giubbotti salvagente. Dirigevano persone verso i corridoi per raggiungere le vie di fughe. Alcuni trovavano difficoltà a capire perchè con una mano reggevano il telefonino e filmavano e in più la nave cominciava a inclinarsi. Non si possono fare tante cose contemporaneamente.



All'arrivo alle postazioni il caos regnava, i passeggeri erano già pronti ad imbarcarsi ma assolutamente sparsi e in panico.

CHI FUMAVA, CHI FILMAVA O FACEVA FOTO.Abbiamo cercato in tutti i modi di contenere il panico e rassicurare le persone in difficoltà ma come potete immaginare, ma nessuno lo dice, gestire 3000 persone non è la cosa più semplice che possa essere fatta. I giornali riportano 4200 turisti. I turisti erano 3000 circa, il resto era gente che lavorava.



Non sono riuscito a raggiungere la mia postazione immediatamente ma quando finalmente sono arrivato ho trovato 1 solo giubbotto disponibile per me. Indossato subito il giubbotto mi accorgo che ci sono circa 50 o 60 persone in fila per un LIFERAFT, che sono quei GOMMONI di salvataggio destinati ai MEMBRI DELL'EQUIPAGGIO.

"Voi non siete destinati a questi! dovete cambiare scialuppa e dirigervi in quella direzione!!ma senza correre per favore" ho esclamato a tutti quanti. In 3 lingue diverse. E tutti mi hanno capito.



I passeggeri erano mescolati, chi apparteneva alla Muster Station A era anche nella B e viceversa. Non volevano cambiare posizione e si rifiutavano di cambiare corridoio. COMPRENSIBILE. In una situazione del genere tutti avremo reagito in quel modo.



Ad un'ora indefinita il messaggio di ABBANDONO NAVE. A quel punto si comincia a fare salire tutti sulle scialuppe.La nave è troppo inclinata. E' troppo tardi per effettuare tutte le manovre in perfetta tranquillità e sicurezza. E' evidente che si sormontano problemi su problemi con scialuppe calate in modo drastico, che si piegavano. La precedenza sempre a donne e bambini,ma viene difficile quando ci sono persone che pur di imbarcarsi, sono disposte a tutto.

I vari video report non si fermano. E nemmeno la voglia di fumarsi una sigaretta perchè stressati dalla situazione (???!!!)



I membri dell'equipaggio, una volta fatti imbarcare i passeggeri, si dirigono alle loro scialuppe. La mia è collocata al ponte 3, lato sinistro, quello con lo squarcio, quello che si alzava verso l'alto.

Aspettiamo invano l'arrivo di qualcuno. La nave è troppo inclinata. Ero appoggiato di schiena alla parete e riuscivo con tranquillità ad ammirare le stelle. Ho davvero pensato che non ce l'avrei mai fatta. A quel punto invio un sms alla mia famiglia e un messaggio su facebook. La batteria del mio telefono era quasi scarica, non avrebbe retto una conversazione. 2 messaggi veloci e poi stop alle comunicazioni.



Ci avvisano che da questo lato della nave non è possibile evaquare e che dobbiamo correre dall'altro lato per riuscire a scappare. Formiamo una catena umana tra membri dell'equipaggio e qualche passeggero che preso dal panico aveva deciso di seguire Noi. Ci dirigiamo verso l'altro lato della nave.



Ponte 4, Muster Station A. Non vi era quasi più nessuno. Io ricordo solo di essere stato vicino a 2 mie colleghe e una ballerina.



L'acqua dal ponte 3 comincia a salire. Capiamo non vi era più tanto tempo. Chiedo alla mia collega "Sai nuotare?", "SI, credo" risponde lei. 20 anni, primo imbarco, indossava solo la divisa a maniche corte ed era senza Lifejacket. Chiunque avrebbe fatto quello che ho fatto io. Le ho fissato il mio e le ho detto di tenerlo stretto e che io avrei nuotato senza problemi.



La luce si spegne, l'acqua verde sale. Il silenzio più assoluto. Mi butto in acqua e comincio a nuotare. La testa mi gira, non sento già più i piedi. dopo 5 secondi di bracciate mi sento stanco e spossato. Chi ha provato l'ipotermia sa di cosa sto parlando. Decido di girarmi e riposare, ma quello che ho visto mi ha fatto cambiare idea.

Pezzi di ferro e sdraio cadevano dai ponti alti e se mi avessero centrato non avrei mai potuto sopportare il peso.



Vedo delle luci, e delle braccia. E' uno scoglio. Sembra vicino. Per me sono passati giorni. In realtà ho nuotato per 10 minuti. Un ragazzo mi preleva dall'acqua e mi urla di correre più in alto possibile. Se la nave fosse affondata di colpo ci avrebbe preso tutti in pieno.



Da questo momento in poi comincia la seconda parte del dramma. Vomito, freddo e dolore. Recupero le mie amiche, ci abbracciamo. Una di loro fa la pipi addosso, ma è calda, quindi nulla fa schifo. Non ricordo chi e come, ma abbiamo deciso di incamminarci lungo la montagnetta e raggiungere le case.



Non vado avanti. il resto è riportato dai Tg e dai quotidiani, soprattutto la prontezza e la gentilezza degli abitanti del Giglio. Abbiamo avuto coperte, vestiti, biscotti. Tutto quello che potevano fare lo hanno fatto.



Io spero che il mio racconto possa fare aprire gli occhi a molte persone specialmente ai quei passeggeri che sicuramente presi dal panico e rabbia, accusano l'equipaggio.



L'errore è stato ai ponti alti, AL COMANDO.

Se l'abbandono nave fosse stato dato a tempo debito, si sarebbero salvati tutti e con una manovra in sicurezza.

Se il 99 per cento dei passeggeri si è salvato è merito dei soccorsi a bordo e a terra.

Nessuno di loro avrebbe toccato la terra ferma se uno di Noi non avesse calato la scialuppa e non l'avesse trasportata a riva.



a tutti i passeggeri che ACCUSANO I SOCCORSI DICO QUESTO. Al momento dei DRILL OBBLIGATORI DOVE TUTTI VOI SIETE ANNOIATI E VOLETE ANDARE IN CABINA A RIPOSARE O A CENA A SORSEGGGIARE IL VOSTRO VINO AL CLUB CONCORDIA PERCHE' SIETE CARTA GOLD O PEARL, fate attenzione! SISTEMATE IL GIUBBOTTO, CONTROLLATE IL FISCHIETTO E LA LUCE SEGNALETICA. Non scattate foto o filmati dove prendete in giro il filippino di turno o un qualsiasi membro dell'equipaggio che sta muovendo le mani e il viso in modo strano.



a tutti i passeggeri che ACCUSANO L'EQUIPAGGIO DI NON PARLARE ITALIANO dico che la nave ospita passeggeri da tutto il mondo. I ragazzi parlano diverse lingue e ovviamente non si puo' pretendere una grammatica perfetta sempre e comunque. E non mi sembra si abbiano difficoltà nel comunicare quando si gioca al Casino o si fa complain perchè la bottiglia di vino era troppo calda o fredda. Cercate di ragionare





Ripeto questa non vuole essere un'accusa ai PASSEGGERI, vittime primarie del disastro, ma solo una testimonianza a favore dei membri dell'equipaggio.



Esprimo il mio cordogolio ai famigliari e amici delle persone scomparse, passeggeri e membri dell'equipaggio.



ABBIAMO PERSO TUTTO ANCHE NOI.

CI RICORDEREMO PER SEMPRE QUESTA TRAGEDIA, ANCHE NOI



Silvio Marino

20 gennaio 2012

Messaggio di uno cha ha navigato.........

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Volevo solo chiarire come e’ effettuato il ruolo emergenza su una nave passeggeri e sfatare alcuni miti.
 
Ogni tipologia di emergenza ha un segnale di allarme o in codice specifico che attiva determinati gruppi di squadre composte da membri dell’equipaggio.
Esiste poi un allarme generale che e’ uguale per tutte le compagnie che e’ composto da 7 squilli brevi seguiti da uno lungo, che attiva tutti i gruppi ma che e’ ben diverso dall’ Ordine di abbandono nave.
 
Emergenza generale significa ” Houston we have a problem” mettiamo tuti i passeggeri assieme, prepariamoci alla peggio…ma ancora restiamo a bordo, e non e’ detto che sara’ necessario andarsene..
Abbandonare la nave significa, interrompiamo tutte le operazioni di bordo e imbarchiamo sui mezzi di salvataggio….pax e crew.
 
Ora vorrei dirvi che il miglior mezzo di salvataggio e’ la nave stessa, questa e’ una frase che risale nelle radici dell’arte marinara, e puo’ far capire che un ordine di abbandonare la nave deve essere basato su delle certezze di perdita della nave, mentre l’allarme generale a titolo precauzionale non ha bisogno di particolari verifiche…c’e’ un problema…serio….?…….allarme generale subito.
 
Gli ufficiali…quanti sono gli ufficiali? facciamo 2 conti. 1 comandate, 1 comandante in seconda, 1 safety officer, un assistente (forse), 3 capiguardia, 3 sottordini.
Totale 9 ufficiali…ma dove cavolo erano sti ufficali….nessuno li ha visti……. bhe in mezzo a 4000 persone forse si perdono facilmente direbbe qualcuno, forse sono scappati direbbero altri. Non lo sapremo forse mai.
 
Pero’ io posso dirvi cosa succede e dove vanno queste persone all’allarme generale, ovvero nel momento in cui tutti i passeggeri volevano vederli al posto dei camerieri e dei cuochi. Ovvio il mio e’ un organizzazione in linea di massima che puo’ essere, quasi sicuramente, molto vicina a quella di costa….
 
1) comandante: ponte di comando direzione navigazione e emergenza
2) 1 capoguardia : ponte di comando direzione navigazione e emergenza
3) un sottordine : ponte di comando direzione navigazione e emergenza
4) comandante in seconda: dirige operazioni sul luogo dell’incidente
5) safety officer: direzione squadra principale ricerca e soccorso antincendio antifalla valutazione danni
6) 1 capoguardia :direzione prima squadra secondaria ricerca e soccorso antincendio antifalla valutazione danni
7) 1 capoguardia :direzione seconda squadra secondaria ricerca e soccorso antincendio antifalla valutazione danni
8 ) 1 sottordine: direzione squadra medica zona incidente
 
Quindi come potete vedere nessun ufficiale all’allarme generale deve essere al contatto diretto con l’ospite. Posso immaginare che in una situazione tipo Concordia gli ufficiali erano a mollo nella valutazione degli interventi e della situazione reale, nella zona interesata dall’allagamento, a evacuare eventuali cabine in immersione o pericolo di immersione, a verificare la compartimentazione….e centinia di altre azioni prevedibili o meno.
 
Cosa succede in giro per la nave al momento dell’allarme generale? Si attivano tutti i gruppi di assistenza e avviamento passeggeri..fatti da camerieri e cabinisti, si attivano i punti di riunione composti da staff, si attivano gli approntamenti dei mezzi nautici eseguiti dai cuochi, camerieri, marinai e nostromo. Anche qui nessun ufficiale e i camerieri e i cuochi non sono la perche’ sopperiscono a delle lacune, ma perche’ sono parte chiave integrante dell’organizzazione dell’emergenza.
 
Abbandono Nave….. cosa succede??
 
Abbandono nave e’ un ordine chiaro dato dal comandante che non e’ il si salvi chi puo’ ma un ordine di sospensione di tutte le attivita’ di bordo legate all’emergenza e dell’invio dei passeggeri e dell’equipaggio ai mezzi collettivi di abbandono (zattere e lance).
Costa Concordia ha 9 ufficali di coperta (piu’ o meno) e 26 lance, no cari mass media, non ci sono ufficiali per tutte le lance e allora?!! Ogni destinato ad essere capolancia ha lo stesso certificato che lo abilita a farlo di un ufficiale, non e’ richiesto che il capolancia sia un abile manovratore, ma che sia in grado di dirigere l’operazione di messa a mare della lancia, allontanarsi di qualche centianio di metri dalla nave e sapere cosa fare una volta a mare….e si cari giornalisti, i marinai a bordo delle lance sono i cuochi e i camerieri….. non eroi ma gente di mare e essere gente di mare oltre al saper cucinare o servire al tavolo vuol dire saper manovrare un paranco.
Ma un momento?!?!..questo vuol dire che tutti 9 gli ufficali se le lance sono a mare…dentro ci devono essere anche loro, insiemi ad altri 15 capilancia e insieme ai passeggeri??…. ebbene si…nulla di strano, nulla di illegale nulla di vergognoso..ma semplicemente l’esecuzione di quello che devono fare…portare in salvo le persone tramite le lance.
Diverso e’ il comandante che deve sbarcare sull’ultimo mezzo che lascia la nave, solitamente una zattera…. ma poverino e’ caduto sul tetto di una lancia…
 
Il dottore a terra subito?….anche lui e’ destinato ad una lancia e a mio modesto e personale parere e’ piu’ utile in un punto di incontro sicuro quale puo’ essere una banchina, un’altra nave dove creare un punto di primo soccorso, a bordo di una nave prossima all’affondamento allo scuro senza avere un punto di riferimento per essere trovato…e’ inutile! Nella gestione di qualsiasi emergenza anche a terra il posto medico deve essere montato in posto sicuro non nel rischio, perche’ garantisce la sicurezza per l’infortunato e per il team di soccorso.
 
Nello specifico del Concordia cosa puo’ essere successo?
 
Il ritardo nel dare l’allarme generale, se cosi’ e’ stato, ha ritardato la messa in moto dell’equipaggio e quindi i primi passeggeri che si sono recati di loro iniziativa ai punti di riunione a rigor di logica non hanno trovato giustamente nessuno ad accoglierli ed a inviarli.
Il rapido degenerare della situazione (2 ore e’ un tempo rapidissimo per una macchian dei soccorsi…quasi un nulla) ha creato ulteriori problematiche e ha messo ulteriormente in crisi le procedure…. e signori la procedura non e’ inutile, la procedura e’ quella che regola la rete dei soccorsi, quello che rende meccanico e non di libera iniziativa una gestione dell’emergenza.
 
Quello che da tecnico posso supporre constatando la percentuale di vittime, sentendo i racconti e’ che la macchina dei soccorsi seppur stressata oltre il limte del contemplato ha eseguito un mezzo miracolo, forse avrebbe potuto funzionare meglio se fosse stata messa in moto prima…non lo so, ma questo non dipende dall’equipaggio.
 
Una cosa vorrei dire in piu’…dalle foto ho visto che dal lato ”alto” della nave sono rimsti solo i tender (secondo me per un problema di forma delle carene) e questo per me e’ incredibile…… ma non per i tender, e’ incredibile che con quello sbandamento siano riusciti a mettere a mare 10 lance!!! Sara’ merito della costruzione nave, sara’ merito dell’abilita’ dell’equipaggio……..sta di fatto che sono andate a mare, ben oltre le possibilita’ di progettazione…… a sobbalzi?? a sbandate forti? ragazzi le hanno messe a mare!!!!
 
Un ultima osservazione, diffido un po’ di quei passeggeri che dicono di aver messo a mare le lance da soli…..non perche’ sono un fetentone, ma perche’ mettere a mare delle lance richiede l’esecuzione di movimenti meccanici – tecnici che richiedono addestramento e conoscenza dei sistemi.
 
Non rispondero’ a interventi polemici, questa e’ l’organizzazione di una nave passegegri…a grande linee e suppongo molto vicina a quella della Concordia.
Che vi paiccia o meno, e’ rispondente a quanto imposto dalla normative….normative non fatte da giornalisti ciarlatani, capitani coraggiosi….. ma procedure nate dall’arte marinara di tecnici e comandanti ingegneri riuniti assieme in una organizzazione mondiale chiamata IMO.
 
Con estremo cordoglio per quello che e’ succeso, vi domando di non fare di tutta un’erba un fascio…….la maggior parte di noi gente di mare, a prescindere dalle nostre nazionalita’, non siamo vermi schifosi come veniamo disegnati. Siamo professionisti che stanno vivendo queste giornate nel dolore e nella piu’ compelta disperazione non certo paragonabile a quello di chi ha perso famigliari e amici……o meglio forse qualcuno di noi ha perso anche amici e colleghi.
 
L’azione di pochi ha vanificato l’intervento di molti.
 
Grazie ai soccorritori del poi, grazie ai soccorritori del durante, grazie all’equipaggio, grazie a quei passegegri che si sono affiancati all’equipaggio in una doverosa e dovuta collaborazione nel soccorrere. Si no sono pazzo…ma io non ci trovo nulla di strano che un passeggero abbia caricato un ferito, un bambino un disabile…..su una nave, nel mare e in qualsiasi altro luogo, l’emergenza non e’ solo di pochi destinati ma e’ di tutti….non e’ polemica ma e’ realta’!!!
E il mio ringraziamento e’ sincero e privo di doppi sensi.
 
Spero che questo aiuti a sfatare un po’ di menzogne giornalisitiche.
 
Non ho voluto parlare appositamente delle responsabilita’ e dei comportamenti del comandante e non lo faro’ piu’……sara’ giudicato e paghera’ se colpevole…..per quanto non lo stia gia’ facendo davanti allo specchio.
 
Distinti Saluti........
 
Questo messaggio potrà esservi utile per un quadro chiaro della situazione in caso di emergenza........
Ecco perchè gli ufficiali no si vedevano.......
 
PS:
Chi va per mare naviga chi va per terra giudica
 
 

Lettera Di Foschi Costa Crociere

 

sonia y vichy.jpg

Gentile Sonia Baglieri, in un momento così delicato, mi preme rendere conto a chi, come Lei, ci dimostra da tempo la propria fiducia e vicinanza in qualità di Socio CostaClub. Il terribile incidente della Costa Concordia ci ha colpito nei nostri affetti più cari: i nostri Ospiti, i nostri dipendenti, una delle nostre magnifiche navi. Soffriamo per le sofferenze e il disagio che queste persone hanno subito e per il dolore delle famiglie delle vittime. Circa 1.100 persone di Costa Crociere in tutto il mondo sono oggi impegnate senza sosta dalla serata di venerdì nella gestione di questo terribile incidente per supportare le operazioni di salvataggio e assistere Ospiti ed equipaggio per farli ricongiungere alle loro famiglie, riportandoli ai loro luoghi di residenza. Questo drammatico evento straordinario, apparentemente causato da un unico errore umano, che non dovrà più ripetersi così come è accaduto, non doveva verificarsi. In questo frangente, sappiamo degli atti di eroismo di membri dell'equipaggio che hanno anteposto l'altrui salvezza alla propria. L'equipaggio si è comportato in modo encomiabile in una situazione di estrema difficoltà, riuscendo nelle condizioni terribili in cui si trovavano, ad evacuare oltre 4.000 persone nel minor tempo possibile: siamo fieri dell'impegno che dedichiamo, e le nostre persone con noi, alla Vostra sicurezza. Chi ci conosce sa che Costa Crociere opera nel pieno rispetto di tutte le norme relative alla sicurezza e le sue procedure sono in linea, e in alcuni casi vanno oltre, con gli standard internazionali. Tutti i membri dei nostri equipaggi dispongono di uno specifico addestramento per la gestione delle emergenze e per assistere gli Ospiti in caso di abbandono nave. Ogni membro dei nostri equipaggi dispone di una specifica certificazione (BST - basic safety training) e tutti sono formati attraverso esercitazioni di abbandono nave che si ripetono costantemente ogni 2 settimane. Ruoli, responsabilità e compiti sono chiaramente definiti e assegnati per consentire la gestione di una situazione così importante. La preparazione degli equipaggi Costa Crociere viene anche periodicamente verificata dalla Guardia Costiera e dagli enti di classificazione indipendenti in linea con il rispetto dei requisiti specificati nel sistema SMS (Safety Management System). Per tutti gli Ospiti in crociera è prevista un'esercitazione entro 24 ore dal giorno dell'imbarco, come richiesto dalla legge. Costa Crociere ha un sistema computerizzato che consente di verificare che tutti gli Ospiti abbiano partecipato all'esercitazione. Per garantire la massima sicurezza, poi, in tutte le navi Costa sono disponibili giubbotti di salvataggio, lance e zattere in numero superiore al massimo delle persone che possono essere ospitate dalla nave. Nelle lance sono presenti dotazioni di sicurezza, come riserve d'acqua e cibo, cassette medicinali e strumenti di segnalazione e comunicazione, che consentono di aspettare in sicurezza l'arrivo dei soccorsi. Le lance sono inoltre oggetto di scrupolose verifiche periodiche da parte del personale della nave e degli organismi di certificazione. Tutte le navi Costa Crociere sono certificate dal RINA e sono costruite secondo i più elevati standard e tecnologie. Siamo consapevoli della responsabilità che abbiamo verso chi ripone in noi la propria fiducia e le attestazioni che ci vengono da chi è stato sulle nostre navi e ha incontrato le nostre persone ci confortano in questo momento. Il mantenimento di questa stessa fiducia anche da parte sua, nonché l'auspicio di averla nuovamente a bordo delle nostre navi, saranno per noi il miglior premio a tutti i nostri sforzi. Con sincera gratitudine, Pier Luigi Foschi Presidente e A.D. Costa Crociere Spa

15:44 Scritto da: salmctory | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook